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La foresta che cresce deve fare più rumore dell’albero che cade

Una riflessione sulla cultura aziendale: non basta correggere ciò che non funziona, bisogna anche riconoscere ciò che crea valore ogni giorno.

“Un albero che cade fa più rumore della foresta che cresce.”

Quante volte abbiamo sentito questa frase, attribuita a Laozi, filosofo cinese del 300 a.c., utilizzata a Siena con degli studenti di Medicina e ancora attuale e indicativa di un modo d’essere della maggior parte di noi. Questa frase sta ad indicare che spesso non diamo importanza alle numerose situazioni positive all’interno della nostra vita ma ci focalizziamo ed esasperiamo solamente quelle negative, e per carità, è più che normale che questo accada.

Inizio però a credere che bisogna fortemente invertire questa “abitudine”, soprattutto all’interno delle nostre aziende. In molti casi, tendiamo a concentrarci maggiormente sui problemi e sulle criticità perché queste richiedono soluzioni immediate e possono avere un impatto negativo più evidente se non affrontate. Ma quanto questo approccio rischia di oscurare i progressi e i successi quotidiani che contribuiscono alla continuità delle nostre aziende?

Lavoriamo in un mondo di continua competizione, che non fa altro che aumentare la pressione dei nostri risultati e questo ci fa perdere completamente di vista il valore dei progressi ottenuti, o di tutte le cose che funzionano, come un gradino di una scala che una volta superato ce lo lasciamo alle spalle; così facciamo con quello che di buono succede ogni giorno, frutto del lavoro quotidiano: smettiamo di vederlo. Ad esempio, aziende che costruiscono il proprio fatturato attraverso un sistema di abbonamenti, quindi con numerosi clienti attivi e consolidati ogni mese, qualora dovesse ricevere una disdetta attiveranno sicuramente (come è giusto che sia) un processo di comunicazione interna per gestire quanto accaduto facendo “rumore” sul problema.. ma perchè non avviene lo stesso per tutti gli altri clienti abbonati (la foresta) che continuano ad essere regolarmente attivi? Perché semplicemente un risultato consolidato nel tempo viene dato per scontato, focalizzandosi esclusivamente sul problema che ci si presenta.

Ritengo che un buon inizio per migliorare questo comportamento, non sia

quello di non far focus sui problemi, anzi, ma di iniziare ad enfatizzare anche le cose che nel frattempo funzionano (ma che diamo per scontato), dando voce a quella foresta che cresce tutti i giorni, così da tenere bene a mente, che probabilmente, per ogni problematica che ci colpisce, ci sono molte cose che invece stanno andando bene e forse benissimo. E con questo spirito, lavorare sempre su una continua ricerca di miglioramento per andare a limitare il più possibile i problemi, consci che non esiste la perfezione ma solamente un perfetto equilibrio fra successi e difficoltà.

Tutto questo non dobbiamo farlo solamente nei confronti dei risultati aziendali, ma anche nei confronti del lavoro del nostro team, investendo nel benessere e nella crescita dell’intera organizzazione. Un approccio bilanciato, che affronta i problemi ma celebra anche i successi, crea un ambiente di lavoro positivo e motivante, capace di sostenere la produttività e l’innovazione a lungo termine.

In un mondo aziendale spesso focalizzato sulle criticità, è tempo di dare il giusto spazio e valore a ciò che funziona bene.

È tempo di fare rumore per la foresta che cresce, senza però mai dimenticare che dobbiamo lavorare duramente sui problemi, ricercando soluzioni e prendendoci le giuste responsabilità in un sistema basato sui risultati gerarchicamente orizzontale dove il lavoro di ognuno è determinante per il successo di tutti.

Vi lascio al sesto numero di DAF Mag, un numero ricco come sempre di contenuti, redatto dalla nostra Area Account Specialist e con la presenza delle preziosa intervista ad Alessandro Andreanelli, A.D. di Lush Italia, a cui vanno i miei più sentiti ringraziamenti.

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