Dal mondo volatile e incerto alle competenze che un leader può davvero governare: visione, comprensione, coraggio e adattabilità.
Il modello VUCA nasce negli Stati Uniti in ambito militare, alla fine della Guerra Fredda, per descrivere un mondo in trasformazione: volatile, incerto, complesso, ambiguo. Quattro aggettivi che riassumono le difficoltà di operare in uno scenario senza punti fermi. V come Volatility, volatilità e instabilità continua. U come Uncertainty, incertezza. C come Complexity, complessità governata dalle emergenze e da molti elementi simultanei da gestire. A come Ambiguity, ambiguità, dove un fatto può avere più significati e generare confusione. Negli anni il modello è uscito dalla sfera militare ed è entrato nel business: globalizzazione, digitalizzazione e nuovi scenari geopolitici rendono questi fattori il pane quotidiano di chi guida un’azienda.
Dallo scenario esterno alle capacità interne
Lo scenario VUCA richiede leadership in grado di decidere rapidamente in mezzo all’incertezza, costruire strategie resilienti e adattarle in corsa. Il limite del modello originale è che descrive fattori esterni, spesso fuori dal nostro controllo. Per rispondere a questa contraddizione, William Bill George, professore alla Harvard Business School, ha coniato il VUCA 2.0. La stessa sigla cambia significato: Vision, Understanding, Courage, Adaptability. Non più condizioni subite, ma capacità di reazione. Il VUCA originale descrive dove siamo; il VUCA 2.0 descrive come scegliamo di starci. Visione, comprensione, coraggio e flessibilità sono le competenze che servono al leader moderno per guidare un’organizzazione in un mondo volatile, incerto, complesso e ambiguo.
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