La pubblicità esterna diventa digitale, dinamica e sempre più mirata, tra opportunità creative e nuove domande sulla privacy
Ricordate gli enormi schermi multimediali di Blade Runner, che incombevano su Harrison Ford nella Los Angeles del 2049? Nel 1982 sembravano fantascienza pura. Oggi li vediamo ogni giorno a Times Square, nelle metropolitane, nei centri commerciali. È la digitalizzazione dei manifesti pubblicitari, che convive con le forme più tradizionali di Out Of Home advertising.
L’OOH comprende tutte le forme di pubblicità installate negli spazi pubblici: cartellonistica stradale, pensiline, mezzi pubblici, panchine, totem, transit advertising su tram, treni e taxi. Negli Stati Uniti la sola cartellonistica assorbe ancora più di due terzi degli investimenti pubblicitari cartacei. Il valore? Tradizione, affidabilità e ottima accoglienza tra il pubblico meno digitale.
Il Digital Out Of Home advertising sfrutta video wall, digital signage, schermi LCD interattivi e totem multimediali in locali, stazioni, centri commerciali, stadi. Un mercato che nel 2022 ha superato i 22 miliardi di dollari nel mondo e che si prevede raddoppierà entro il 2030.
OOH: la pubblicità cartacea da esterni
I vantaggi rispetto al cartaceo sono evidenti: contenuti dinamici, storytelling più coinvolgente, messaggi personalizzati e modificabili in tempo reale a seconda del target, dell’ora del giorno o delle condizioni meteo. Con l’IA il DOOH compie un nuovo salto: telecamere intelligenti riconoscono e classificano oggetti e persone, gli avatar interagiscono con gli utenti, gli annunci si adattano in tempo reale.
Qualche esempio reale: Shell a Kuala Lumpur ha identificato le marche dei veicoli di passaggio personalizzando il messaggio del carburante V-Power. McDonald’s a Londra ha modulato i propri spot sulle fermate degli autobus in base a meteo e orario, alternando colazioni e gelati. GMC ha usato il riconoscimento facciale per variare gli annunci in base a età e sesso. A Tokyo, il progetto DeepAd identifica modelli di auto in transito con il 94% di precisione a 350 metri.
Resta aperta una questione etica importante: fino a che punto si può targetizzare senza ledere la privacy?
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