Negli ultimi due anni, si è discusso ampiamente sull’impatto dei giovani nel futuro del mondo del lavoro e sulle loro esigenze, spesso contrapponendole a quelle di chi gestisce imprese. Come in ogni relazione di successo, ritengo fondamentale cercare un punto di convergenza tra le proprie idee, nel rispetto delle posizioni di ciascuno, al fine di comprendere veramente chi si ha di fronte. Tuttavia, la capacità di ascolto dovrebbe partire da chi possiede maggiore esperienza, rappresentando una posizione robusta di fronte a un giovane che esprime le proprie aspirazioni, anche in maniera scomposta. Allo stesso modo però, una mentalità “giver” è essenziale per chiunque desideri una crescita professionale, insieme alla pazienza necessaria per raggiungere gli obiettivi nei tempi giusti. Per questo motivo, desidero dedicare lo spazio del mio editoriale a una lettera ricevuta da una giovane ragazza indirizzata a un imprenditore. Proprio perché forse siamo noi i primi a dover ascoltare.
Lettera a un imprenditore
“Car* Imprendit*, siamo dei giovani ragazzi. Quelli con il fuoco negli occhi, quelli che hanno voglia di impegnarsi e riuscire a diventare “qualcuno”. Quelli che non sempre si svegliano carichi alla mattina presto, ma sicuramente vogliosi di lavorare e imparare qualcosa di nuovo ogni giorno che passa. Siamo “la generazione ormai persa”, dei “NEET”, coloro che, a quanto dicono, “non si formano e non lavorano”. Sì, siamo nati negli stessi anni, ma di certo non condividiamo per forza lo stesso entusiasmo, la stessa voglia di mettersi in gioco o, semplicemente, gli stessi pensieri. Già, perché noi bramiamo il successo, quello guadagnato con sacrifici e sudore però, non di certo quello fatto di criptovalute e canali Telegram. Sappiamo bene che ai tuoi occhi potremmo sembrare tutti uguali, ma possiamo assicurarti che se guardassi bene nel nostro sguardo, noteresti sicuramente la differenza: vedresti il fuoco, il senso del dovere, la voglia di fare, l’entusiasmo. E allora non fare di tutta l’erba un fascio! Non pensare che tutti coloro che non presentano solchi sul viso di una vita passata a fare sacrifici non aspirino a fare altrettanto, a perfezionarsi giornalmente, a fare fatica. Siamo certi che anche tu hai vissuto i nostri stessi anni, ricchi di incertezze, paure, ma anche carichi di voglia di fare. Se sei arrivato a leggerci fino a qui, speriamo di averti fatto cambiare idea su di noi, speriamo di averti dato fiducia e averti spronato nel credere ancora nelle giovani generazioni, perché solo collaborando potremo far sì che le aziende diventino qualcosa di grande: mescolando la tua esperienza con la nostra sfrontatezza… solo così creeremo grandi cose! Grazie. La generazione non più persa”
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