Supermercato

Perché i supermercati non hanno mai le finestre

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Quando si entra nei supermercati sembra di varcare una soglia spazio-temporale: sai quando entri, ma non sai mai esattamente quando uscirai. Nessun orologio alle pareti, nessuna vetrata verso l’esterno, neanche per sbaglio. Più che una scelta architettonica, è una vera e propria trappola sensoriale progettata per farci perdere il senso della realtà. E, soprattutto, del portafoglio.

Il “metodo casinò” funziona anche con il pan bauletto

I designer del retail hanno rubato la prima regola d’oro ai casinò di Las Vegas: se elimini la luce naturale, elimini il tempo. Senza il sole che tramonta a ricordarti che dovresti essere a casa a fare cena, il cervello stacca la spina e si mette in modalità crociera. È il motivo per cui entri per comprare due limoni ed esci quaranta minuti dopo con salse orientali, un pigiama di pile e tre pacchi di biscotti in offerta.

Pareti nude e packaging protetti

C’è poi una ragione spicciola di puro rendimento immobiliare. Le finestre tolgono spazio utile, e nel mondo della grande distribuzione ogni centimetro di parete verticale deve fatturare. Muri pieni significano scaffali più alti e più merce stipata. Inoltre, la luce del sole è un incubo per la logistica: scalda i reparti freschi, accelera il deterioramento della frutta e sbiadisce le confezioni. Molto meglio affidarsi al buio controllato.

Il trucco dell’illuminazione perfetta

L’assenza di luce naturale permette anche di mettere in scena uno spettacolo luci curato nei minimi dettagli. La luce del giorno è troppo imprevedibile, mentre i faretti artificiali sono programmati per mentire con eleganza: toni caldi e avvolgenti sul banco del pane, luci rosate per far sembrare invitante la carne e toni freddi e brinati su frutta e verdura. Una finzione perfetta che crolla solo una volta arrivato a casa, quando ritirando la spesa torni nel mondo reale e ti rendi conto di aver dimenticato per l’ennesima volta il sale grosso (ma nessun problema: hai 5 confezioni di yogurt buonissimo, che scadono domani).

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