V2

Registrare il marchio: perché è un investimento per l’impresa

Tutela, valore economico e identità aziendale: perché registrare un marchio significa proteggere il futuro dell'impresa.

Tutela, valore economico e identità aziendale: perché registrare un marchio significa proteggere il futuro dell’impresa

Il valore di un’azienda non sta solo nelle risorse tangibili, come prodotti, capitale, infrastrutture e dipendenti. Una parte fondamentale è immateriale: il marchio d’impresa. Spesso ridotto al solo logo, può comprendere parole, disegni, lettere, cifre, suoni, combinazioni cromatiche e forme tridimensionali. È a tutti gli effetti un bene aziendale di alto valore economico. Un marchio registrato dà al titolare il diritto di monopolio: usare in esclusiva i segni distintivi e impedire ad altri di sfruttarli impropriamente. La protezione dura 10 anni dalla data di deposito ed è rinnovabile per periodi decennali. Senza registrazione, un’impresa concorrente può usare un marchio simile e ingannare i clienti, causando danni economici e reputazionali.

Proteggere il brand e valorizzare un bene immateriale

Registrare un marchio è anche una forma di investimento. Il marchio può essere ceduto o concesso in licenza, tende a rivalutarsi nel tempo ed è una voce autonoma del patrimonio aziendale, iscrivibile a bilancio e determinante in caso di cessione dell’impresa. In Italia la domanda va depositata presso l’UIBM. I passaggi chiave sono la ricerca di anteriorità nelle banche dati, la consultazione della Classificazione di Nizza per individuare le classi merceologiche e il deposito telematico con dati anagrafici, classi scelte, riproduzione grafica del marchio e pagamento dei diritti. Una procedura tecnica, ma con un ritorno strategico evidente per qualsiasi impresa che voglia tutelare il proprio futuro commerciale.

Vuoi approfondire l’argomento e leggere l’articolo per intero? Visita la pagina delle riviste e leggi gratuitamente il pezzo completo su DAFMAG #5.

ⓒ RIPRODUZIONE RISERVATA DI PROPRIETA’ DELL’EDITORE