Ha l’aspetto di una creatura uscita da una fiaba oscura, le orecchie dritte e un sorriso a nove denti che oscilla tra il simpatico e il minaccioso. La febbre per Labubu — esplosa in tutto il suo furore soprattutto nel corso del 2025 — ha segnato un punto di non ritorno. Un elfo dall’aria dispettosa che ha trasformato il concetto di giocattolo in un vero e proprio accessorio di culto per adulti, archiviando in un colpo solo l’era dei classici oggetti da collezione da teca sigillata.
Nato dalla matita dell’artista Kasing Lung e lanciato nell’Olimpo del pop dal colosso cinese Pop Mart, questo personaggio ha superato qualunque previsione di marketing. Non si trova negli scaffali per bambini, ma finisce allacciato alle maniglie delle Hermès o messo in mostra su TikTok. Un corto circuito in cui il mondo del toy design e quello dell’alta moda si sono fusi senza chiedere il permesso a nessuno.
La meccanica del desiderio: dopamina in scatola
A rendere il fenomeno una vera mania globale non è stato solo il design dei personaggi, ma la modalità con cui vengono venduti. La formula della blind box — la scatola chiusa che nasconde il modello fino al momento dell’apertura — ha riattivato nell’acquirente adulto un meccanismo psicologico potentissimo: la caccia al tesoro.
Comprare un Labubu significa comprare un’emozione a scatola chiusa. C’è chi cerca la variante secret prodotta in pochissimi esemplari e chi vuole semplicemente completare la serie per motivi cromatici. Il risultato è stato un mercato secondario di reselling senza precedenti, dove le quotazioni di questi piccoli peluche hanno raggiunto cifre paragonabili alle sneakers in edizione limitata più blasonate.
L’era del “kidulting” non è più una nicchia
Il successo travolgente di Pop Mart è la spia di un cambiamento sociale profondo. In un momento storico segnato da incertezze e ritmi di vita logoranti, gli adulti non cercano più solo oggetti funzionali o status symbol tradizionali: cercano conforto tattile e spensieratezza. I dati d’altronde parlano chiaro: il target dei cosiddetti kidult è ormai il vero polmone finanziario dell’industria del giocattolo.
Se il picco della follia per Labubu ha toccato il suo apice e inizia fisiologicamente a stabilizzarsi, la porta che ha sfondato resta spalancata. L’elfo dai denti affilati sta lentamente lasciando spazio a un’ondata di nuove mode: oggetti sempre più colorati, volutamente infantili, caotici e irriverenti. Il settore dell’intrattenimento ha capito che la vera rivoluzione del mercato non parla più la lingua della rigidità adulta, ma quella, irresistibile, del collezionismo leggero.
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