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Guerrilla Marketing: massimi risultati con minima spesa

Perché l'effetto sorpresa può ancora dare visibilità enorme anche a brand con budget contenuti.

Perché l’effetto sorpresa può ancora dare visibilità enorme anche a brand con budget contenuti.

“Fa più rumore un albero che cade di una foresta che cresce”. Questo proverbio descrive uno dei pilastri del marketing non convenzionale: l’effetto sorpresa. È su questa intuizione che si fonda il guerrilla marketing, una strategia che punta al massimo risultato con il minimo investimento. Il termine deriva dal gergo militare: guerrilla indicava le tattiche di reparti piccoli e nascosti che sfruttavano l’effetto sorpresa contro eserciti più strutturati. Allo stesso modo, nel marketing, l’obiettivo è ottenere grandi risultati con poche risorse, usando messaggi anticonformistici e spiazzanti. La disciplina nasce all’inizio degli anni ’80, quando Jay Conrad Levinson elaborò nuove tattiche per aziende con budget limitati.

Creatività, impatto e memoria del messaggio

Il guerrilla marketing funziona ancora oggi per due ragioni: i consumatori sono sommersi da messaggi pubblicitari e solo la sorpresa riesce a rompere il filtro automatico; inoltre è perfettamente in sintonia con il marketing esperienziale, perché coinvolge emotivamente lo spettatore. Coca-Cola con la Happiness Machine, Nike con installazioni urbane memorabili, McDonald’s con le strisce pedonali a forma di patatine, Generali con il sottomarino in piazza a Milano e Kitkat con la panchina a forma di barretta dimostrano quanto un’idea possa restare impressa. Per le PMI è una vera opportunità: con creatività e coraggio, anche un piccolo brand può ottenere grande visibilità con investimenti contenuti.

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